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Al Passo della Morte: tra natura e leggenda
Valle dei Laghi, Comano
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Categoria
Difficoltà
Medio
Durata
3:30
Durata in ore
Distanza
7.7
Distanza in km
Periodo consigliato
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dec

Una piacevole passeggiata attraverso le boscose pendici dei "Godesi", luoghi storico-culturali ricchi di scorsi.

Un'escursione che  porta a visitare, attraverso le boscose pendici dei “Godesi” (partenord-ovest del Monte Casale), alcuni luoghi storico-culturali, ricchi di scorci che ci faranno trascorrere un piacevole pomeriggio in un ambiente naturale incontaminato e privo dei moderni interventi deturpatori.

Ulteriori informazioni e link utili
Dati percorso
Medio
Lunghezza
7,7 km
Durata
3 h 30 min
Salita
299 m
Discesa
547 m
Tecnica
Impegno fisico
Paesaggio
Punto più alto
883 m
Punto più basso
373 m
Indicazioni sulla sicurezza
  • Le informazioni contenute in questa scheda sono soggette ad immancabili variazioni, nessuna indicazione ha quindi valore assoluto. Non è possibile evitare del tutto inesattezze o imprecisioni, in considerazione della rapidità dei cambiamenti ambientali o meteorologici che possono verificarsi. In questo senso decliniamo ogni responsabilità per eventuali cambiamenti subiti dall’utente. Si consiglia, comunque, di accertarsi, prima di effettuare un’escursione, sullo stato dei luoghi e sulle condizioni ambientali o meteorologiche.

Punto di partenza
Comano Paese
Indicazioni

Difficoltà: T (turistico)

Si parte da Comano Paese. Parcheggiato l’automezzo presso la chiesa, si supera l’albergo “La Panoramica” e si arriva al punto attrezzato per le feste degli Alpini. Alla Croce si prosegue diritti su strada pianeggiante e si entra nel bosco intercalato da prati fino al bivio dove la segnaletica SAT 411 indica l’itinerario “Garda - Brenta” per Ponte Balandin a sinistra e a destra il percorso per il Passo della Morte. Di fronte una conca di prati che scende verso la Sarca e in alto il Banale, il Monte Valandro e Cima Ghez. Si prosegue, a destra, nel bosco di pino silvestre e ceduo, lungo un accogliente percorso in lieve salita che porta al “Caputèl de le Anime” (Capitello delle Anime). Questo capitello sembra sia stato edificato nel XVII Secolo dai devoti di Comano per ricordare le Anime del Purgatorio. Un tempo conteneva un affresco raffigurante la “Madonna dell’Aiuto” ed in seguito alla recente ristrutturazione, è stato decorato da Paolo Dalponte, artista della zona, con altro soggetto. Dopo un’eventuale piccola sosta, si prosegue attraversando le ripide pendici dei “Godesi” con alla sinistra l’orrida valle ed il Canyon del Limarò. Arrivati alle prime rocce, la strada si fa più angusta, chiusa da rocce a destra e strapiombi a sinistra protetti da ringhiere di ferro e di legno per evitare ogni pericolo. Siamo al “Passo della Morte”, il punto più alto del percorso (843 m). Questo passo è stato fino a qualche secolo fa l’unica via di transito tra le Giudicarie Esteriori e Trento ed il nome deriva da un’antica leggenda secondo la quale, in questo punto, Adilberto di Castel Toblino venne ucciso a tradimento da Graziadeo da Campo, mentre si recava ad un appuntamento amoroso con Ginevra, la bella castellana di Castel Stenico.
Si prosegue in lieve discesa con un percorso che, a tratti, ci lascia col fiato sospeso per gli orridi canaloni in fondo ai quali si vede la Strada Statale del Caffaro e ancora più in basso il Fiume Sarca. Arrivati al “Bivio del Casale” la segnaletica SAT 427 indica a destra il percorso per Capanna Don Zio e Monte Casale mentre a sinistra Sarche e Motte. Seguendo quest’ultima indicazione si scende e dopo qualche tornante, si intravede, sulla sinistra, la Casina Forestale. Entrati nell’ampio prato si nota la “Malga-Maso Casale”. Si può proseguire scendendo per il sentiero SAT 427 oppure per la strada sterrata lasciata in precedenza; ambedue i percorsi portano al “Romitorio” che è stato oggetto di recente ristrutturazione. Il Romitorio (452 m) è posto su un punto particolarmente panoramico ed esposto. Da questo punto si ha un bellissimo panorama sulla valle sottostante, sul Monte Bondone con la cima “Cornét” e sul “Piccolo Daìn”. Dopo la consueta sosta per ammirare il panorama e riposarsi, si rientra per la stessa via. Qualora non si volesse percorrere l’itinerario a ritroso è possibile scendere al poco distante paese di Sarche, dal quale è possibile tornare a Ponte Arche con i mezzi pubblici, in questo caso tuttavia è consigliabile lasciare l’auto a Ponte Arche e raggiungere Comano a piedi.

Come arrivare
Da Ponte Arche/Comano Terme proseguire verso Comano Paese (4 km). Alla Chiesa svoltare a sinistra fino a Loc. Panoramica.
Dove parcheggiare
Vicino alla chiesa di Comano Paese o in Loc. Panoramica.

Le escursioni in montagna richiedono abbigliamento e attrezzatura specifica. Anche in occasione di uscite relativamente brevi e agevoli, è sempre meglio essere ben equipaggiati per non incorrere in spiacevoli sorprese e per fronteggiare imprevisti come ad esempio un temporale improvviso o un calo di energia.

Cosa portare per un trekking in montagna?

Nello zaino (per un'escursione giornaliera di norma si consiglia un 25/30L) è bene portare:

 

  • borraccia (1L)
  • snack (per esempio, frutta secca o cioccolato)
  • kit di pronto soccorso
  • giacca antivento
  • una maglia in pile
  • maglietta e calze di ricambio (possibilmente chiusi in un sacchetto di plastica)
  • indossate o almeno portate nello zaino un paio di pantaloni lunghi
  • cappellino
  • crema solare
  • occhiali da sole
  • guanti
  • fischietto per farsi rintracciare in caso di emergenza

 

 

Numero telefonico in caso di emergenza: 112

Indossate inoltre calzature adatte al percorso ed alla stagione. Il piano di calpestio dei sentieri può essere irregolare o sconnesso ed un paio di scarponcini vi proteggerà dalle distorsioni. Un pendio erboso, una placca di roccia o un sentiero ripido, se bagnati, possono diventare pericolosi senza calzature adeguate.

Per finire... ... non dimenticate la macchina fotografica! Servirà per immortalare l'escursione e gli innumerevoli scorci mozzafiato che il Garda Trentino nasconde ad ogni angolo. Se poi volete condividere con noi i vostri ricordi potete usare l'hashtag #GardaTrentino

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