Per gli appassionati di archeologia - Un museo all’aperto
Nel biotopo del Lago di Loppio, l’Isola di Sant’Andrea è un piccolo sito archeologico a cielo aperto.
Un luogo dove leggere, direttamente sul terreno, tracce che vanno dalla preistoria fino alla Prima guerra mondiale.
Gli scavi più recenti hanno riportato alla luce i resti di un insediamento fortificato (castrum) tra V e VII secolo d.C.: tratti di mura e strutture che raccontano la funzione strategica dell’isola, posta lungo l’antica via di collegamento tra il Garda e la valle dell’Adige.
Qui si controllava il territorio, con una presenza stabile di uomini armati.
Sulla sommità si trovano i resti di una chiesa romanica dedicata a Sant’Andrea, probabilmente costruita nel XII secolo su un luogo di culto più antico.
In seguito alla sua scomparsa, nel Seicento venne realizzato un capitello votivo, oggi parzialmente conservato.
Altri edifici, risalenti tra XIV e XVI secolo, testimoniano una frequentazione continua nel tempo.
L’isola si raggiunge a piedi dalla ciclopedonale tra il passo San Giovanni e Loppio.
Un breve collegamento permette di attraversare il canale e accedere a un percorso ad anello che tocca i principali punti di interesse.
Dalla parte alta si apre la vista sul biotopo del Lago di Loppio, tra canneti e zone umide.
Le strutture messe in luce sono illustrate da pannelli esplicativi recanti descrizioni sintetiche ed esaustive anche grazie all’utilizzo di qr code che permettono l’accesso ad approfondimenti sui reperti.
I manufatti e reperti recuperati sono oggi conservati presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto.
Su prenotazione è possibile anche effettuare delle visite guidate a pagamento in lingua italiana:
tel. 0464 452800 (Fondazione Museo Civico di Rovereto - www.fondazionemcr.it)