Una tappa intensa ma varia e stimolante. Riprendiamo quota e raggiungiamo la cima del Monte Creino, con le sue viste generose e i resti intatti delle trincee e dei bunker.
Dal Centro Storico di Mori si attraversa la parte di Mori Vecchio, caratterizzato da antiche case dai colori ormai sbiaditi e muraglie medioevali, arrivando all'imbocco del Sentiero delle Laste, conformazioni rocciose particolarmente lisce ed oblique. Risalendo verso Manzano si affianca il grande complesso trincerato del Nagia Grom, che merita una visita approfondita se si ha del tempo, magari accompagnati da guide storiche che possano meglio raccontare la guerra di posizione fortemente vissuta in quel luogo. Risalendo la Val di Gresta tra gli abitati di Valle San Felice e Pannone si incontrano terrazzamenti e campi coltivati, affiancati da fitti boschi di media montagna, in un tratto di sentiero piuttosto ripido che porta al monte Brugnolo e al monte Creino a 1280 metri slm, punto più alto di questa tappa, prima di scendere nel piacevole e rustico abitato di Ronzo Chienis.
In montagna è fondamentale sapere sempre dove ti trovi: è bene avere con sé una carta topografica digitale e/o cartacea, oltre ad un altimetro da polso e una bussola (va bene anche quella digitale che si trova sugli smartphone). Sono strumenti utili per l’orientamento, ma bisogna saperli usare correttamente e perciò occorre esercitarsi un po’ prima di partire! Sono sempre utili anche i bastoncini.
Non inganni la scarsa lunghezza della tappa: le salite sono importanti e, specialmente nella prima, il caldo può farsi sentire: bene partire di buon'ora!
In alcuni brevi tratti (tra le borgate di Manzano e Pannone, e lungo la cresta del monte Creino) la segnaletica non è presente e il sentiero può essere parzialmente nascosto dalla vegetazione: occorre consultare la traccia gpx per orientarsi.
Il Sentiero della Pace è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza. Se sei alle prime armi, affidati a una guida!
Prima di partire, leggi con attenzione i nostri consigli sulla prudenza in montagna
Se ami la montagna, sai già quanto possa essere emozionante fare un'escursione in quota, percorrere una via ferrata o cimentarti con l'arrampicata: l'importante è farlo con prudenza, con un approccio consapevole e attento.
Per aiutarti a tenere a mente il comportamento corretto da adottare, con Dolomiti UNESCO, l’Associazione gestori Rifugi del Trentino, la S.A.T., il Soccorso Alpino e le Guide Alpine del Trentino hanno organizzato, un decalogo con 4 rapide guide, su diverse tematiche.
Prima di lasciarti alle 10 regole da seguire per vivere la montagna con prudenza, ti diamo un consiglio che vale sempre in montagna: in ogni attività utilizza sempre l'attrezzatura adeguata alla quota e alla stagionalità e segui i consigli di chi vive e lavora in montagna e per la montagna!
Lasciamo il centro di Mori e, camminando tra le sue vie, ci portiamo verso l'estremità occidentale del paese, a ridosso delle montagne. Prendiamo così il sentiero e attacchiamo la salita, piuttosto decisa, che corre parallela al sentiero attrezzato delle trincee. Nonostante l'ombra del bosco, il caldo si fa sentire - siamo esposti a sud - e occorre dosare le energie; troviamo alcune aree di sosta, presso i vecchi bunker, in cui riprendere fiato. Molto bello il passaggio accanto a una grande lastra di roccia obliqua, nuda.
Infine, raggiungiamo una strada poderale e giungiamo nella bella borgata di Manzano, coi suoi campi ordinati e le sue case di pietra. Superato il paesino, tenendo la strada guadagniamo il valico ai piedi del Monte Grom (che ospita un campo trincerato, visitabile dagli appassionati di storia); seguiamo per ancora 200 metri la strada; quindi, sterziamo a destra risalendo una rampa asfaltata; monitorando la traccia gpx, infiliamo un sentiero che ci fa guadagnare quota, e sbuchiamo nuovamente su una stradina asfaltata, che seguiamo comodamente fino all'abitato di Pannone.
Superato il paese, rimaniamo sulla strada asfaltata fino al primo tornante; da lì, continuiamo su strada minore, a mezzacosta, seguendo le indicazioni per il Maso Naranch. Attraversiamo un bel pianoro erboso, con belle viste sul Lago di Garda e alcune graziose casette, mentre alla nostra destra colpiscono le irte pareti del Monte Creino; quindi, tenendo la destra a un bivio, prendiamo la sterrata (presto sentiero), rientriamo stabilmente nel bosco e andiamo risalendo verso l'incrocio con la cresta occidentale del Creino. Raggiunto l'incrocio, svoltiamo a destra lungo il sentiero 637; la salita si fa intensa, alcuni tratti "tirano", e così prendiamo velocemente quota, fortunatamente sempre protetti dall'ombra del bosco.
Aggirata da nord la cima minore del Monte Brugnolo, giungiamo presso un campo coltivato; lo teniamo alla nostra sinistra e andiamo a infilare il tracciolino che vi scorre parallelo - non è facilissimo da individuare, per l'erba alta che lo ricopre, ma presto la traccia torna a essere ben chiara. Affrontiamo così l'ultimo dislivello positivo e raggiungiamo la croce di vetta: siamo in cima al Monte Creino (1292 metri). Per fare pausa, conviene però proseguire un poco, fino a raggiungere l'attacco delle discese e, con esse, le prime trincee: scendendo alcuni scalini (serve una torcia) si entra in un grande bunker, al cui termine vi sono delle feritoie panoramiche, ideali per tirare fiato o mangiare un boccone al fresco.
La discesa, su sentiero molto facile, corre lungo le trincee; molti i bunker visitabili. Con un traverso nel bosco giungiamo alla strada asfaltata e vediamo il paese di Ronzo Chienis, la nostra destinazione; infiliamo una stradina agricola che scende tra i campi e, in pochi minuti, ci siamo.
Prediligi sempre un abbigliamento a cipolla, con strati da leggeri a via via più pesanti. Porta nello zaino un ricambio e abbigliamento antipioggia e antivento, guanti e un berretto anche se splende il sole. Non dimenticare occhiali da sole e crema solare alta protezione, calzature adeguate all’attività, kit di soccorso, un Power Bank per la ricarica del telefono in caso di emergenza e acqua e cibo in relazione all’attività.
Se dormi in rifugio porta un sacco lenzuolo o un sacco a pelo leggero, thermos e un paio di ciabatte leggere (se non sono già in dotazione al rifugio) e una pila frontale.
Prima di partire, leggi con attenzione i nostri consigli sulla prudenza in montagna