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Tesori Nascosti - Itinerario Con Goethe a Torbole

“Mi stava accanto un magnifico prodotto della natura, il lago di Garda, non volevo rinunciarvi e sono stato ricompensato”


Questo facile itinerario da Nago ripercorre la breve visita a Torbole del poeta Goethe nel 1786, agli albori del proprio lungo viaggio in Italia.

Partenza: Piazza Gazzoletti, Nago
Arrivo: Via Matteotti, Torbole
Lunghezza: 1,5km
Durata: 1 h.
Dislivello: 100 m. in discesa
Difficoltà: facile (in discesa)
Note: Adatto a famiglie e bambini, nella prima parte si svolge su sentiero sterrato e dunque è fruibile con passeggino o sedia a rotelle solo nella parte a Torbole. 

1 Nago

Heute abend hätte ich können in Verona sein, aber es lag mir noch eine herrliche Naturwirkung an der Seite, ein köstliches Schauspiel, der Gardasee, den wollte ich nicht versäumen, und bin herrlich für meinen Umweg belohnt
J. W. Goethe, Italienische Reise, Kap. 4 “Vom Brenner bis Verona” (Torbole, den 12. September, nach Tische)

Tra il 1786 ed il 1787 Johann Wolfgang von Goethe, già noto autore dei “Dolori del Giovane Werther” e ministro a Weimar, visitò l'Italia, il paese della cultura, arte e degli autori classici, alla ricerca di nuove ispirazioni per la propria vita letteraria, che languiva ormai da troppo tempo. In viaggio per Verona con la carrozza postale, fa una deviazione verso il Lago di Garda, già meta di importanti personaggi della cultura europea quali il filosofo francese Michel Eyquem de Montaigne  (1780) o prima ancora Albrecht Dürer (1495).  
Goethe già conosceva la bellezza del Lago di Garda dai racconti dei suoi predecessori, e non intendeva perdersi questo “magnifico prodotto della natura”. La sua breve visita, descritta nel “Viaggio in Italia” consacrò il lago di Garda come porta dell'Italia mediterranea.
2 Via di Santa Lucia

“Die Feigenbäume hatten mich schon den Weg herauf häufig begleitet, und indem ich in das Felsamphitheater hinabstieg, fand ich die ersten Ölbäume voller Oliven. Hier traf ich auch zum erstenmal die weißen kleinen Feigen als gemeine Frucht, welche mir die Gräfin Lanthieri verheißen hatte”
J. W. Goethe, Italienische Reise, Kap. 4 “Vom Brenner bis Verona” (Torbole, den 12. September, nach Tische)

L'antica strada di Santa Lucia, mulattiera di origini romane che discende ai piedi della rupe del Castel Penede, fu per secoli l'unica strada tra Nago e Torbole.  Su questa strada, Goethe fa il suo primo incontro con l'ambiente mediterraneo, notando gli ulivi ed i fichi che crescono abbondanti nella valletta. Gli ulivi sono autoctone, ossia native della zona: il Garda Trentino è una delle aree più settentrionali in cui queste piante crescano naturalmente. 

Galeas per Montes”:  La via di Santa Lucia era nota in Europa per l'impresa dei veneziani nel 1439: per contendere ai Visconti il dominio del Garda, essi avevano trasportato una flotta di navi da guerra dall'Adriatico lungo il fiume Adige e l'allora navigabile lago di Loppio per raggiungere il lago dal passaggio a nord-est. Nell'ultimo tratto le navi vennero calate con funi lungo via Santa Lucia, spiegando le vele per farsi frenare dal vento. Una targa bronzea al termine della via ricorda oggi l'impresa.
3 Castel di Torbole

Zugleich lehrt mich Volkmann, daß dieser See ehemals Benacus geheißen, und bringt einen Vers des Virgil, worin dessen gedacht wird:
Fluctibus et fremitu resonans Benace marino.
Der erste lateinische Vers, dessen Inhalt lebendig vor mir steht, und der in dem Augenblicke, da der Wind immer stärker wächst und der See höhere Wellen gegen die Anfahrt wirft, noch heute so wahr ist als vor vielen Jahrhunderten.
J. W. Goethe, Italienische Reise, Kap. 4 “Vom Brenner bis Verona” (Torbole, den 12. September, nach Tische)

Il cosiddetto “Castello” di Torbole, oggi Belvedere, è quanto rimane di una torre di probabile origine medievale, punto panoramico d'eccellenza. L'onnipresente ulivo, l'agave e le palme sul viale Matteotti ci parlano di un ambiente già mediterraneo. 
Il forte vento pomeridiano (l'Ora) incontrato scendendo a Torbole, e l'ampia distesa del Garda fanno ricordare a Goethe i versi di Virgilio: “Fluctibus et fremitu resonans (correttamente: adsurgens) Benace marino”: “Benaco che si gonfia con flutti e impeto di mare”. Per Goethe il Lago di Garda è il primo verso dei classici latini che da parola scritta diventa, finalmente, realtà davanti ai suoi occhi.
Scopri di più scaricando la App Tesori Nascosti del Garda Trentino. 

 
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