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La pesca Catch & Release
Sempre più diffusa è la pesca Catch & Release che prevede la cattura ed il rilascio immediate del pesce; modalità di pesca attenta all’ambiente con un impatto ambientale decisamente limitato.
In molti casi il rilasciare il pesce pescato, per gli appassionati del Catch & Release, è una vera e propria filosofia che coniuga la soddisfazione della cattura al vedere il pesce appena preso tornare in libertà.
Tale tipologia di pesca è concessa in tutte le acque del territorio. Normalmente la pesca in modalità Catch & Release si pratica utilizzando le tecniche a spinning con artificiali o a mosca utilizzando sempre ami ed esche prive di ardiglione per minimizzare I danni al pesce catturato.
Le zone NO KILL
Diverse sono le zone appositamente dedicate alla pesca in modalità NO KILL dove è assolutamente vietato trattenere il pesce. In queste zone possono essere utilizzate unicamente le tecniche di pesca a mosca o a spinning. Vi sono zone dedicate unicamente alla pesca a mosca, altre dedicate ad entrambe le tecniche di pesca.
La pesca a mosca
Chi non rimane affascinato nel guardare le evoluzioni che un pescatore a mosca effettua con la lenza?
Il vedere la “coda di topo” (così si chiama la lenza utilizzata con questa tecnica di pesca) che si libra nell’aria mossa avanti ed indietro come se danzasse per poi lasciare l’esca planare sull’acqua simulando una mosca che cade ha qualche cosa di magico come magico è il vedere il pesce che – in alcuni casi – salta fuori dall’acqua per catturarla… pesci anche da diversi chilogrammi che vengono catturati con una esca in alcuni casi veramente piccola.
Con una buona guida ed un kit base – anche disponibile a noleggio – è possibile avvicinarsi a questa magnifica tecnica ricalcando le acque frequentate dai migliori pescatori a mosca del mondo.
La pesca al luccio
La pesca al luccio è una delle esperienze più apprezzate dagli appassionati di pesca, sia per i combattimenti con questo grande predatore, sia per la bellezza e la misura dei pesci che si possono catturare. Il luccio è un predatore decisamente aggressivo, che – in Trentino - può essere pescato in diversi laghi, fiumi e canali. Nel Garda trentino è presente in tutti i laghi anche se il Lago di Cavedine ed il Lago di Terlago sono i siti più consigliati. La tecnica di pesca al luccio è particolare e richiede specifica attrezzatura per catturarlo.
È un pesce di grandi dimensioni che – nelle nostre acque – può arrivare ad una lunghezza di oltre un metro con un peso decisamente superiore ai 10 chilogrammi. Le canne per catturare questo bellissimo pesce devono essere robuste e la lenza deve essere tale da sopportare la lotta del luccio e resistere alle centinaia di denti aguzzi di cui questo pesce è munito. In molte acque questo spettacolare pesce gode di particolari tutele; il numero di catture giornaliero o annuo è limitato così come – in alcune zone – è previsto l’uso del guadino e di altre tecniche per non danneggiare il pesce nella pesca in modalità NO KILL.
La pesca al coregone
Il coregone (o “lavarello” o “"spigola delle acque dolci") è un pregiato salmonide di acqua dolce di colore argentato e dalle carni delicate che può superare anche il chilogrammo di peso. E’ piuttosto diffuso in alcuni laghi trentini dell’alto Garda tra cui Toblino, Santa Massenza, Cavedine, …..
La pesca al coregone è una pesca particolare.
Si può effettuare sia da barca che da riva con tecniche di pesca differenti.
Da riva si pesca normalmente a fondo utilizzando una canna piuttosto robusta in quanto è necessario usare piombi di elevata grammatura ed una “camolera” ovvero una lenza con diversi ami che imitano larve di insetti. Nel caso della pesca da barca vengono normalmente utilizzate delle canne corte molto sensibili munite anche in questo caso di “camolera” che viene mossa con dal basso in alto per attirare l'attenzione di questi furbi pesci imitando le ninfee degli insetti che dal fondale salgono in superficie.
Le zone libere e le zone “pronta pesca”
Molte sono le zone dove è possibile – per chi vuole - trattenere il pesce catturato (con alcune limitazioni); sono le cosiddette “zone libere” dove possono essere utilizzate diverse tecniche di pesca comprese le esche naturali. Vi sono poi le zone “pronta pesca” dove – periodicamente con date definite a calendario – vengono immesse trote adulte pronte per essere pescate.